Among the former Villa Piacentini and the land that housed Villa Petacci designed by Monaco and Luccichenti today Embassy of the United Arab Emirates on Via della Camilluccia at No. 537 until a few years ago there was an abandoned where the marble plaque affixed next the wrought iron gate entrance on the street you could read “Asylum of the Fatherland.”
Residence of the Sisters of the Order of the Daughters of Mary Help of Christians and non-profit organization for tuberculosis prevention and ultimately Female Orphanage, the building most likely due to lack of funds has been left abandoned for several years so that one day there appeared a sign saying : works of conservative renewal.
For a long time nothing happened, then in the last few months, the entire building is completely surrounded by scaffolding lined with shade cloth.
Recently, I saw that through they were joined by two new signs that say: apartment, call … for appointments, opening sales office.
Driven by huge curiosity that I have always aroused the nineteenth century building phone to make an appointment to find aware of the changes but also some of breathe that which emanates a place with a history.
Is no longer being accessed most from Via della Camilluccia but from a downhill road on the left of the building that takes you back in within the floor plan in the shape of “C”, now as then with garden paths that make you now have access to several units consisting of apartments ranging from 40 to 120 m2 with terraces, balconies or gardens.
The stores, cellars and warehouses then have made room for about 130 boxes with electric shutters, penetrate walk you to the idea of being in the underground parking lot of a shopping center.
Of the original structure remained only the outer walls, the interior has been completely destroyed, as if a bomb dropped from an aircraft had struck her in the heart.
During the guided tour make me climb the stairs to the left wing, center, thanks to a demolition glass lifts that have made the box allow you access to the floors, the windows service that gave light by now have been incorporated in all apartments have cuts and spaces in a distributed design illogical and even the ceiling, the stuccoline to cover the beams that support the new floors, home automation, LED lights, luxurious finishes, I breathed the air I was looking for, that air of cloistered prayer, chastity, poverty, obedience, abandonment, and isolation and even if the structure is proposed with good intentions and solid, in my humble opinion will force new residents, even at a distance of circa160 years to the same isolation leads to the box by car, go up into the house, closed the door and listen to the silence as a grand hotel, as in a convent as a place of rest.
So I wondered for days and I try to give me answers that are not forthcoming, the following questions: but it was right to approve the creation of “apartments” derived from a planned structure for the social if you really restored today could still be put to service of citizens?
It would have been better at this point to raze to rebuild as was done in the seventies with Villa Petacci recognized moreover, rationalist courageous work of the fascist period despite being first converted into a restaurant?
Stakeholders respond that at the time of slaughter Villa Petacci there was the preservation of culture and respect, but if you preserve and respect means to complete a transaction such as that of the former Asylum of the country that left four standing do, then I think that at my age I still have not understood the true etymology of the two words and waiting for someone to me the illustrious
but convincingly.

COMPLESSO DOMUS ELECTA EX ASILO DELLA PATRIA
Via della Camilluccia 537 in Roma

Tra la ex Villa di Piacentini e il terreno che ospitava Villa Petacci progettata da Monaco e Luccichenti oggi Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti su Via della Camilluccia al n° 537 sino a qualche anno fa c’era una struttura abbandonata dove sulla targa in marmo affissa accanto al cancello in ferro battuto dell’ingresso sulla via si poteva leggere “Asilo della Patria”.
Residenza delle Suore dell’ordine delle Figlie di Maria Ausiliatrice poi Ente morale di prevenzione tubercolare ed in ultimo Orfanotrofio Femminile, la costruzione molto probabilmente per mancanza di fondi è stata lasciata all’abbandono per diversi anni affinchè un giorno è apparso un cartello con su scritto: lavori di risanamento conservativo.
Per molto tempo non è accaduto nulla, poi negli ultimi mesi l’intera costruzione viene avvolta completamente da impalcature foderate da telo ombreggiante.
Recentemente, passando ho visto che si sono aggiunti altri due nuovi cartelli che dicono: vendita appartamenti, telefonare al numero…per appuntamenti, apertura ufficio vendite.
Spinto dalla enorme curiosità che mi ha da sempre suscitato la costruzione ottocentesca telefono per prendere un appuntamento consapevole di trovare dei cambiamenti ma anche certo di respirare quell’aria che emana un luogo con alle spalle una storia.
Oramai non si accede più da Via della Camilluccia ma da una stradina in discesa sulla sinistra dell’edificio che ti accompagna nel posteriore all’interno della planimetria a forma di “C”, oggi giardino come allora con i viottoli che adesso ti fanno accedere alle varie unità abitative composte da appartamenti che vanno dai 40 ai 120 m2 con terrazzini, balconcini o giardini.
I magazzini, le cantine e i depositi di allora hanno fatto spazio a circa 130 box con serrande elettriche, addentrarsi a piedi ti da l’idea di essere nel parcheggio sotterraneo di un centro commerciale.
Della struttura originale sono rimaste solamente le pareti perimetrali, gli interni sono stati completamente abbattuti, come se una bomba lanciata da un aero l’avesse colpita in pieno centro.
Durante la visita guidata mi fanno salire le scale dell’ala di sinistra, al centro grazie ad uno sventramento hanno ricavato ascensori vetrati che dai box ti permettono l’accesso ai piani, i finestroni di servizio che davano luce oramai sono stati inglobati negli appartamenti che hanno tagli e spazi distribuiti in maniera progettuale illogica e nonostante il controsoffitto, le stuccoline per coprire le putrelle che sostengono i nuovi solai, la domotica, le luci led, i lussuosi rivestimenti, ho respirato l’aria che cercavo, quell’aria claustrale di preghiera, di castità, povertà, obbedienza, abbandono, ed isolamento e anche se la struttura si proponga con buoni e solidi intenti, a mio modesto avviso obbligherà i nuovi residenti, anche se a distanza di circa160 anni al medesimo isolamento; si accede al box con l’auto, si sale in casa, si chiude la porta e si ascolta il silenzio come in un grande albergo, come in un convento, come in un luogo di riposo.
Quindi mi sono interrogato e cerco da giorni di darmi risposte che non arrivano, alle seguenti domande: ma è stato giusto approvare la realizzazione di “appartamenti” ricavati da una struttura pianificata per il sociale che se realmente ristrutturata, oggi avrebbe potuto ancora essere messa al servizio dei cittadini?
Non sarebbe stato meglio a questo punto radere al suolo per ricostruire come è stato fatto negli anni settanta con Villa Petacci riconosciuta per giunta, coraggiosa opera razionalista del periodo fascista nonostante sia stata prima trasformata in ristorante?
I diretti interessati risponderebbero che ai tempi dell’abbattimento di Villa Petacci non c’era la cultura del preservare e del rispettare, ma se preservare e rispettare significa portare a compimento un’operazione come quella dell’ex Asilo della Patria che lascia in piedi quattro facciate, allora penso che alla mia età non ho ancora compreso la vera etimologia delle due parole ed aspetto che qualcuno me la illustri,
ma in maniera convincente.

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