Rome, 20.15, Via Guido Reni,
to the right of the basilica of S. Croce built in 1913 by Aristide Leonori wish of Pope Pius X, as a solemn celebration of the sixteenth anniversary of the Edict of Milan.
It ‘was the Pope himself to bear the costs of construction and the site chosen was the one in which, according to tradition, the emperor Constantine did sound the trumpets to announce the city the end of hostilities against Christians, the church in which my grandfather and one of his brothers were married in 1932.
In addition,
the cinema of the parish with the basketball court,
immediately after,
many lights signaled to the ground like a runway for aircraft,
and continuing,
part of the facade of the former Montello barracks of 1906, all in white lime.
Following this,
the barracks Maurizio Giglio.
Behind the track you can glimpse sloping tubes and cantilevered concrete forms.
In the end,
in the shadows of the yellow street lights, the facades of the buildings from the 900 to p.za Mancini where my mother was born.
Among these buildings,
on the northern edge of the old town,
in the Flaminio district,
in 26 thousand square meters of a former military barracks, comes the futuristic Maxxi
by Zaha Hadid.
After several delays in the delivery of the work, after several municipal economic efforts of citizens and then, after high expectations for a project of a signature internationally.
The building lies within the boundaries of the structures described and only a few elements transmit his presence.
In order to understand and enjoy its forms, you should walk on the paved runway and into his belly.
I think the whole volume laudably studied should also blend in with the environment, trying to blend in with the surrounding environment, with the area painted by existing buildings that mark the passage of man in time.
I invite you, to those who had not already done so, visit the new museum after having turned to walk to his neighborhood.
Let me know what you think.

Roma, ore 20.15, Via Guido Reni,
a destra la basilica di S. Croce costruita nel 1913 da Aristide Leonori su desiderio di Papa Pio X, come solenne celebrazione del sedicesimo anniversario dell’editto di Milano.
E’ stato il Papa stesso a sostenere i costi di costruzione e il sito prescelto è stato quello in cui, secondo la tradizione, l’imperatore Costantino ha fatto suonare le trombe per annunciare alla città la fine delle ostilità contro i cristiani, chiesa in cui mio nonno ed uno dei suoi fratelli si sono sposarono nel 1932.
Oltre,
il cinema della parrocchia con il campo da pallacanestro,
subito dopo,
tante luci a terra come segnalassero una pista per aerei,
e continuando,
una parte della facciata della ex caserma Montello del 1906, tutta in calce bianca.
A seguire,
la caserma Maurizio Giglio.
Dietro la pista si possono intravedere tubi inclinati e forme a sbalzo in cemento.
In fondo,
nella penombra delle gialle luci stradali, le facciate dei palazzi dei primi del 900 di p.za Mancini dove nacque mia madre.
Tra questi edifici,
sul bordo settentrionale del centro storico,
nel quartiere Flaminio,
in 26 mila metri quadrati di una ex caserma militare, nasce l’avveneristico Maxxi di Zaha Hadid.
Dopo vari ritardi nella consegna dei lavori, dopo diversi sforzi economici comunali e quindi dei cittadini, dopo grandi aspettative per un progetto di una firma internazionale.
La costruzione riposa all’interno del perimetro delle strutture descritte e solo pochi elementi trasmettono la sua presenza.
Per capire e godere delle sue forme, si deve camminare sulla pista lastricata ed entrare nel suo ventre.
Credo che tutto il volume lodevolmente studiato dovrebbe anche amalgamarsi con il contesto, cercando di integrarsi con l’ambiente circostante, con quell’area dipinta da edifici già esistenti che segnano il passaggio dell’uomo nel tempo.
Vi invito, per chi non lo avesse già fatto, a visitare il nuovo museo dopo avere girato a piedi per il suo quartiere.
Fatemi sapere cosa ne pensate.

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