…is one of those mornings where you start to breathe fresh spring air , the engine from my 924 is around 90 degrees, the optimum oil pressure , Corso Francia avenue is calm and the few cars around me move napping , the steps made famous by the movie of M. Antonioni pulls up on my right.
With a stealthy step form silver -known approaches at my right hand , inviting me to follow her, in a fraction of a second cabin noise in my turn , and before she asks the way to both of them, the complicity of the lights helps us , the cars around thin out , the last hurdle before we introduce us to the Flaminio bridg asked by Mussolini and produced by A. Brasini in memory of the March on Rome , we brake one after another suddenly as a subcompact in the fast lane slows our adrenaline but the whole process takes a fraction of a second , we finally all the way for us.
The Eagles seem to like the bridge turn to our passage , in a few seconds we put on the viaduct designed by PL Nerves in 1960 , I realize that there is a void behind us , my foot could still crush most of the accelerator, are with the fourth gear 993 Carrera makes him and his wing is raised , I look at my speedometer and the distance that slowly we were sharing more and more I realize that he was exceeding the 160 km / h , in the meantime, back to reality , I see the houses of the Olympics by Cafiero , Luccichenti , Monaco , Moretti as a single low parallelepiped block and dome of ‘ Auditorium Parco della Musica by R. Piano comes fast on the left , the road narrows and the center are my nose and its tail , and then I decide to raise the foot , return to me as awakened from a dream , I think in that picture Eng. Nervi that portrays him now elderly and end of their careers under the same overpass where I played football as a child waiting for parents who shopped at the supermarket , we have to play for a few seconds disfigured and transformed into a race track .

A. Brasini e P.L. Nervi in Porsche

…è una di quelle mattine fresche dove si inizia a respirare l’aria di primavera, il motore della mia 924 è intorno ai 90 gradi, la pressione dell’olio ottimale, Via di Corso Francia è calma e quelle poche auto che mi sono intorno si muovono assonnate, la scalinata resa celebre dal film di M. Antonioni sfila piano sulla mia destra.
Con passo felpato una forma d’argento conosciuta si accosta alla mia destra invitandomi a seguirla, in una frazione di secondo i rumori nel mio abitacolo si trasformano e davanti lei chiede strada per tutti e due, la complicità dei semafori ci aiuta, le auto intorno si diradano, siamo all’ultimo ostacolo prima di immetterci sul ponte Flaminio chiesto da Mussolini e realizzato da A. Brasini in memoria della marcia su Roma, freniamo uno dopo l’altro all’improvviso dal momento che una utilitaria in corsia di sorpasso rallenta la nostra adrenalina ma il tutto dura una frazione di secondo, finalmente abbiamo tutta la strada per noi.
Le aquile del ponte sembrano come voltarsi al nostro passaggio, in pochi secondi ci immettiamo sul viadotto progettato da P.L. Nervi nel 1960, mi accorgo che dietro di noi c’è il vuoto, il mio piede potrebbe ancora schiacciare di più l’acceleratore, sono con la quarta marcia il Carrera 993 lo fa ed il suo alettone si alza, guardo il mio tachimetro e dalla distanza che piano piano ci stava dividendo sempre più mi rendo conto che stava superando i 160 km/h, nel frattempo torno alla realtà, vedo le case delle olimpiadi di Cafiero, Luccichenti, Monaco, Moretti come un unico basso blocco parallelepipedo e la cupola dell’ Auditorium Parco della Musica di R. Piano che arriva velocissima a sinistra, la strada si stringe ed al centro ci sono il mio muso e la sua coda ed allora decido di alzare il piede, ritorno in me come svegliato da un sogno, penso a quella foto dell’ing. Nervi che lo ritrae oramai anziano ed a fine carriera sotto lo stesso viadotto in cui da bambino giocavo a pallone aspettando i genitori che facevano la spesa al supermarket, che noi per gioco abbiamo deturpato e trasformato per pochi secondi in una pista da corsa.

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