The Via Tiberina was an ancient Roman road, from Rome, up the valley of the Tiber, crossed the Agro-falisco capenate, the Sabina and Umbria, heading Ocriculum.
During the fourth century BC, after the conquest of Veii, the Romans moved to the conquest of the Agro-falisco capenate.
To facilitate access to the territory, they built a road that ran along the river Tiber reusing existing routes.
Today, in the Province of Rome, its location coincides with the SP 15 / A Tiberina.
Originally, the Via Tiberina started from Ponte Sublicio and skirted the west bank of the Tiber.
After the construction of the Via Flaminia (223 or 220 a.c.), from Ponte Milvio and to Prima Porta (For gallinas albas), the path of the two roads was common.
So the Via Tiberina is peeling from the Flaminia just after the bridge over the Fosso di Prima Porta.
After skirting the Tiber on the western shore, he entered the territory capenate, reaching and crossing Lucus Feroniae.
After Ponzano Romano, he went beyond the Tiber (probably by ferry) and, later, it bordered on the east bank. Finally, he joined the Flaminia just south of Ocriculum.
Along the way, there were many villas, of which the most famous is the Villa Volusii of Saturn near Lucus Feroniae.

It is a beautiful sunny day for a late morning in June, the car runs between the curves and the branches of the trees on the roadside that seem to greet each pass.
I note with amazement that the speed limit is 50 km / h as in the city and therefore of reflection I am going to release the accelerator pedal sinking into an accurate view of the neighboring landscape made up of farms abandoned, restored farmhouses, fields, grazing animals.
A bus of ‘a.co.tra.l. It overtakes me at high speed forcing a cyclist on the side of the road and disappears around a bend, that say “and then it comes to road accidents” but behind that curve will begin to see every 50 meters on either side of the two lanes of chairs waiting for someone and then cars parked on the street empty.
Take a few seconds to understand what it is, out of the bushes I see women of all nationalities in a swimsuit and skimpy clothes winking bustling with hair and lipstick by garish colors, continuation and more I get, the more it becomes grotesque, men machine still facing the windows that interact peacefully and in kilometers to come I am faced with ethnic groups from remote continents hungry capitalism, free to show in any way, without any kind of control by the authorities and law enforcement .
I would too, when you spend staring at you in the eye without scruple, cyclists continue to zig zag careless as accustomed, arriving at the roundabout, I continue towards the shopping area of ​​Capena and everything returns to normal, the road becomes again a state of the province, They exceed the mall ARCA and after a few meters I check the right, a man dressed in black with a hat shaking a scoop intimandomi halt.
A patrol of Carabinieri after checking the identity and my nationality begins to control myself by cutting the insurance, the license plate, the libretto, the expiry of the license, the review deadline, the tire, the residence and after retiring for twenty minutes in their self service with all my documents, they come back and finally let me go; … That beautiful Italy … and then we wonder why things do not work here.

VIA TIBERINA (da Roma al terzo mondo)

La via Tiberina era un’antica strada romana, che da Roma, risalendo la valle del Tevere, attraversava l’Agro falisco-capenate, la Sabina e l’Umbria, puntando verso Ocriculum.
Nel corso del IV secolo a.C., dopo la conquista di Veio, i Romani si mossero alla conquista dell’Agro falisco-capenate.
Per agevolare l’accesso al territorio, essi realizzarono una strada che costeggiava il fiume Tevere riutilizzando percorsi preesistenti.
Oggi, in Provincia di Roma, il suo percorso coincide con la SP 15/A Tiberina.
In origine, la Via Tiberina partiva dal Ponte Sublicio e costeggiava la sponda occidentale del Tevere.
Dopo la realizzazione della Via Flaminia (223 o 220 a.C.), da Ponte Milvio e fino a Prima Porta (Ad gallinas albas), il percorso delle due strade era comune.
Quindi, la Via Tiberina si staccava dalla Flaminia subito dopo il ponte sul Fosso di Prima Porta.
Dopo aver costeggiato il Tevere sulla sponda occidentale, entrava nel territorio capenate, raggiungendo ed attraversando Lucus Feroniae.
Dopo Ponzano Romano, oltrepassava il Tevere (probabilmente mediante traghetto) e, in seguito, lo costeggiava sulla sponda orientale. Infine, si ricongiungeva alla Flaminia poco a sud di Ocriculum.
Lungo il suo percorso, sorgevano innumerevoli ville, delle quali la più celebre è la Villa dei Volusii Saturnini nei pressi di Lucus Feroniae.

È una bella giornata di sole di una tarda mattinata di giugno, la macchina scorre tra le curve e la fronde degli alberi a bordo strada che sembrano salutarmi ad ogni passaggio.
Noto con meraviglia che il limite di velocità è di 50 km/h come in città e quindi di riflesso mi appresto a rilasciare il pedale dell’acceleratore sprofondando in una visione accurata del paesaggio limitrofo composto da aziende agricole abbandonate, casali ristrutturati, campi coltivati, animali al pascolo.
Un autobus dell’ a.co.tra.l. mi sorpassa ad alta velocità costringendo un ciclista sul ciglio della strada e sparisce dietro una curva, che dire “e poi si parla di incidenti stradali” ma dietro quella curva si iniziano a vedere ogni 50 metri su entrambi i lati delle due corsie di marcia delle sedie in attesa di qualcuno e poi automobili parcheggiate lungo la strada vuote.
Bastano pochi secondi per comprendere di cosa si tratta, dai cespugli vedo uscire donne di ogni nazionalità in costume da bagno e abiti succinti che ammiccano agitandosi con capelli e rossetti dai vistosi colori, proseguo e più vado avanti e più la cosa diventa grottesca, uomini in macchina fermi affacciati dai finestrini che dialogano serenamente e nei chilometri a venire mi trovo di fronte a etnie provenienti da sperduti continenti affamati dal capitalismo, libere di mostrarsi in qualsiasi modo, prive di qualsiasi tipo di controllo da parte delle autorità e delle forze dell’ordine.
Mi sento di troppo, quando passi ti fissano negli occhi senza scrupolo, i ciclisti proseguono a zig zag non curanti come abituati, arrivo alla rotatoria, proseguo verso la zona commerciale di Capena e tutto ritorna nella normalità, la strada ridiventa una statale di provincia, supero il centro commerciale ARCA e dopo pochi metri vedo spuntare dalla destra un uomo vestito di scuro con un cappello che agita una paletta intimandomi l’alt.
Una pattuglia di Carabinieri dopo avere verificato le generalità e la mia nazionalità inizia a controllarmi il tagliando assicurativo, la targa, il libretto, la scadenza della patente, la scadenza della revisione, lo stato dei pneumatici, la residenza e dopo essersi ritirati per venti minuti nella loro auto di servizio con tutti i miei documenti, tornano e finalmente mi lasciano proseguire; …che bell’ Italia…e poi ancora ci chiediamo perché qui le cose non funzionano.

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